Decreto Milleproroghe 2020 e cannabis light.

DECRETO MILLEPROROGHE E CANNABIS LIGHT, ECCO COME È ANDATA.


La partita sul commercio della marijuana light  è aperta oramai da poco meno di un anno, quando l’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini dichiarò guerra ai suoi ex compagni di poltrona del M5S.

Da quel maggio 2019 una tempesta mediatica e politica imperversa sull’argomento della marijuana light,senza aver ancora fatto chiarezza al riguardo o dato una reale svolta alla questione della liberalizzazione del commercio della suddetta. L’ultimo avvenimento riguarda la proposta dell’emendamento sul commercio di cannabis depotenziata al Decreto Milleproroghe.

Ma facciamo un passo indietro di qualche anno per rivedere i momenti chiave che hanno portato la situazione al punto attuale.

Poco prima del Natale 2016, la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica Italiana approvarono la ben nota legge sulla tutela, e addirittura promozione, della coltivazione della canapa.

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana troviamo il testo specifico di questa legge che incentiva la produzione e la trasformazione della cannabis legale per vari motivi:

  • Creazione di posti di lavoro sul territorio nazionale
  • Consumo finale dei prodotti semilavorati
  • Incentivo della sostenibilità economica e ambientale locale
  • Produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili
  • Bonifica dei terreni incolti

Ciò che però non tratta questo decreto è la parte che riguarda il commercio della cannabis light: la disputa in corso agli alti vertici verte infatti su questo punto in particolare.

La coltivazione e la produzione di canapa è ammessa per i fini specificati nella 242, ma che succede se le infiorescenze di marijuana legale  vengono vendute a uso tecnico?

A questa grande domanda si appellò Matteo Salvini lo scorso anno, brandendo la spada contro tutta la categoria di negozi che commerciano questo tipo di prodotti, come lo shop carlitosweed.com